Visualizzazione post con etichetta intimità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta intimità. Mostra tutti i post

giovedì 14 novembre 2019

In confidenza...

Molti anni fa, non ero ancora sposata, ebbi una relazione, durata qualche mese, con un uomo più grande di me di 12 anni. A quell'età, io avevo 25 anni, la differenza si notava. Condividevamo ideali e passioni. I miei genitori non volevano, lui era separato.
Dopo molti anni, io sposata e con due figli, ci siamo rivisti. All'inizio era solo uno scambio di email, poi di messaggi su WhatsApp, poi di caffè al bar, alla fine di incontri veri e propri. Di lui mi piace la testa, cioè quel modo di pensare anticonformistico, che mi aiuta ad essere me stessa, che, potrei dire, mi valorizza. Fisicamente non mi piace, anche se sta invecchiando meglio di mio marito. Gli incontri, a casa sua, sono per lo più incontri di sesso, anche se di lui conosco tutto, o quasi, e viceversa con me. Ogni incontro è preceduto dai miei conflitti e sensi di colpa.
Eppure…
Non riesco a farne a meno. Non è il sesso, anche se con lui mi ritrovo ad essere più spavalda, ma è quell'attenzione che mi riserva,  che mi fa sentire speciale.
Lui si incanta a guardarmi, apprezza tutto di me. Non posso dire la stessa cosa di mio marito, che pare appuntarmi ogni difetto e critica.
Alterno fughe e ritorni, in attesa che mi mandi affanculo. (ops!)
Non so farlo io, e credo di aver capito il perché. Perché mi piace essere adulata. Mi piace che ci sia qualcuno che mi pensi, mi scriva, mi desideri. E' egoismo il mio. Ma è anche un bisogno disperato d'amore, di conferme.

mercoledì 13 novembre 2019

Parole

Le parole sono strumenti potenti. Bisogna saperle padroneggiare. Feriscono, uccidono, si appiccicano addosso, scavano. Ti avvolgono come una coperta, ti guariscono, sono balsamo per le tue ferite. Sono una cura, una liberazione. 
Ci sono parole che ho atteso a lungo, che non sono mai arrivate, che hanno creato un vuoto. E con questo faccio i conti, imparo a riempirlo di altro. Parole attese, e disattese; altre che mi hanno lusingata, protetta, rincuorata. Ci gioco con le parole, ma ci faccio anche la guerra. Devo però imparare a farci la pace. 

martedì 12 novembre 2019

Relazioni e solitudine

Appena sposata, diciannove anni fa, in viaggio di nozze, ricordo che pensai, confortata, che non avrei più sofferto di solitudine. Lo pensai durante la notte, sdraiata al fianco dell'uomo che avevo appena sposato, illudendomi. Perché così non è stato. La solitudine di cui parlo è qualcosa di intimo, che ha a che fare con la condivisione, l'empatia, e tutte quelle cianfrusaglie di cui è fatta una relazione. Mi sono spesso, o quasi sempre, sentita sola. Certo, sono per natura portata alla solitudine, quel tipo di solitudine metafisica, ma non ho mai trovato in mio marito il compagno, nell'accezione poetica della parola. Da qui tutti i miei problemi, le accuse che ci siamo palleggiate, come una guerra.

Il mio nuovo blog

Ancora non ho capito bene l'utilizzo di questa piattaforma, e forse neanche del fine ultimo del mio blog… diciamo che cerco un posto dove parlare in libertà. Mica è tanto semplice farlo con le persone che conosci? l'anonimato aiuta, è come il vino, rende sinceri. Però non so usare bene questo blog, un tempo ne avevo uno ma su un'altra piattaforma, e mi sembrava più facile…
lasciamo fare al tempo e vediamo che succederà