Le parole sono strumenti potenti. Bisogna saperle padroneggiare. Feriscono, uccidono, si appiccicano addosso, scavano. Ti avvolgono come una coperta, ti guariscono, sono balsamo per le tue ferite. Sono una cura, una liberazione.
Ci sono parole che ho atteso a lungo, che non sono mai arrivate, che hanno creato un vuoto. E con questo faccio i conti, imparo a riempirlo di altro. Parole attese, e disattese; altre che mi hanno lusingata, protetta, rincuorata. Ci gioco con le parole, ma ci faccio anche la guerra. Devo però imparare a farci la pace.
