Molti anni fa, non ero ancora sposata, ebbi una relazione, durata qualche mese, con un uomo più grande di me di 12 anni. A quell'età, io avevo 25 anni, la differenza si notava. Condividevamo ideali e passioni. I miei genitori non volevano, lui era separato.
Dopo molti anni, io sposata e con due figli, ci siamo rivisti. All'inizio era solo uno scambio di email, poi di messaggi su WhatsApp, poi di caffè al bar, alla fine di incontri veri e propri. Di lui mi piace la testa, cioè quel modo di pensare anticonformistico, che mi aiuta ad essere me stessa, che, potrei dire, mi valorizza. Fisicamente non mi piace, anche se sta invecchiando meglio di mio marito. Gli incontri, a casa sua, sono per lo più incontri di sesso, anche se di lui conosco tutto, o quasi, e viceversa con me. Ogni incontro è preceduto dai miei conflitti e sensi di colpa.
Eppure…
Non riesco a farne a meno. Non è il sesso, anche se con lui mi ritrovo ad essere più spavalda, ma è quell'attenzione che mi riserva, che mi fa sentire speciale.
Lui si incanta a guardarmi, apprezza tutto di me. Non posso dire la stessa cosa di mio marito, che pare appuntarmi ogni difetto e critica.
Alterno fughe e ritorni, in attesa che mi mandi affanculo. (ops!)
Non so farlo io, e credo di aver capito il perché. Perché mi piace essere adulata. Mi piace che ci sia qualcuno che mi pensi, mi scriva, mi desideri. E' egoismo il mio. Ma è anche un bisogno disperato d'amore, di conferme.