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venerdì 15 novembre 2019

Ci vuole coraggio

Ci vuole coraggio…
coraggio per restare, come per partire.
Coraggio per guardarsi dentro e prendere atto del vuoto che c'è, delle parole che mancano, degli abbracci, di ciò che è stato detto, e di quello che andava taciuto, di tutte le menzogne raccontate.
Ci vuole coraggio ad andare avanti, ma anche  a tornare sui propri passi.
Coraggio a perdonare, ma anche a chiedere scusa, a rivedere i malintesi, a guardarsi le ferite, e anche a mostrale.
Ci vuole coraggio ad accusare, a svelare l'inganno, a restare in piedi anche con tutto quello che manca. Ci vuole coraggio ad ammettere di avere paura, ad andare controvento.
Ci vuole coraggio anche ad essere felici.

Mi detesto

Stamattina, mi dibattevo intorno al desiderio di incontrarmi con Lui (l'altro) e me lo ritrovo davanti che chiacchiera con una tipa. Niente di strano, direte voi. Sì… però la tipa è una che gli ha messo gli occhi addosso da un po' (neanche fosse Brad Pitt) e vederlo parlare con lei, in un posto strategico del corso principale del paese, sapendo che di lì a poco sarei passata, mi è sembrato squallido.
Ho visto un uomo banale, catturato dagli occhi dolci di una donna, illuso di condurre il gioco, magari farmi pure ingelosire, inconsapevole di essere solo una pedina. Ho pensato, mentre attraversavo e con indifferenza lo salutavo, di essere molto più banale di lui. Banale nella mia gelosia. Banale nel mettere a repentaglio la mia vita per un uomo che non esiterebbe, ne sono certa, a portarsela a letto.
Allora, il mio ruolo di amante, anzi no, l'amante è lui, allora il mio ruolo di adultera, l'ho visto in tutto il suo squallore.
Ecco, allora è arrivato il momento di mettere la parola fine a questo tira e molla che va avanti da anni? magari fosse così facile. Entrano in gioco alchimie che con il sesso e quant'altro non hanno nulla a che vedere. E' una matassa attorcigliata, che non so ancora districare.
Mi detesto!

Siamo abitudini che si riconoscono

I rapporti tra le persone si basano molto sulle abitudini. Quando qualcosa cambia, impercettibilmente cambia anche il rapporto. Ci si riconosce nelle abitudini, ci si annusa, ci si ritrova. Tra le stesse cose i rapporti si rinsaldano.

martedì 12 novembre 2019

Relazioni e solitudine

Appena sposata, diciannove anni fa, in viaggio di nozze, ricordo che pensai, confortata, che non avrei più sofferto di solitudine. Lo pensai durante la notte, sdraiata al fianco dell'uomo che avevo appena sposato, illudendomi. Perché così non è stato. La solitudine di cui parlo è qualcosa di intimo, che ha a che fare con la condivisione, l'empatia, e tutte quelle cianfrusaglie di cui è fatta una relazione. Mi sono spesso, o quasi sempre, sentita sola. Certo, sono per natura portata alla solitudine, quel tipo di solitudine metafisica, ma non ho mai trovato in mio marito il compagno, nell'accezione poetica della parola. Da qui tutti i miei problemi, le accuse che ci siamo palleggiate, come una guerra.